
I Hail You, Dark Goddess Of Light
Sono nata domenica 20 maggio 1990 nella mattina intorno alle quattro.
Sono nata in ritardo, sarei dovuta nascere non so quanto tempo prima, e già dalla mia nascita le cose si sono complicate.
A causa di un distaccamento della placenta e del fatto che non ero nella posizione giusta per nascere, io e mia madre stavamo rischiando di morire.
Mamma è stata un sacco di ore a giacere su un letto di ospedale e a sopportare il dolore, poi finalmente hanno deciso di fare il cesareo, e sono nata.
Avevo appena un anno quando mi ammalai e la mia temperatura schizzò oltre i 40 gradi, e fui ricoverata.
Da piccola soffrivo d'asma.
I miei dovevano far arrivare da lontano una piccola valigetta di plastica blu contenente delle pasticche da far sciogliere sotto la lingua. Quelle mi avrebbero curato, perchè secondo il pediatra la mia asma era solo infantile e col tempo si sarebbe attenuata.
Per fortuna aveva ragione.
Non posso dire di essere stata sfortunata, ma altrettanto non posso dire di aver avuto un'infanzia felice e spensierata.
Spesso invidiavo le famiglie degli altri bambini perchè mi apparivano più felici e luminose, più allegre, e spesso quella luce mi era estranea. Perciò la desideravo, ma sapevo che non potevo averla.
Da bambini è davvero brutto essere disillusi.
Alle elementari ero una bambina timida e molto chiusa: per questo motivo ero o completamente ignorata o presa in giro.
Andavo più d'accordo con i bambini perchè mi interessavo molto di più ai giochi con le macchinine e al game boy che a truccarmi o fare braccialetti con fili di cotone.
Già a quell'età ero diversa dagli altri, e non me ne importava nulla. Sapevo che ero io e che non potevo essere altrimenti, e se gli altri non mi volevano nemmeno provavo a cercarli. Trovavo (e trovo) nella solitudine un momento per stare con me stessa e riflettere su quello che ero, quello che avrei fatto ecc..
Alle meda mi sono un pochino aperta, ma stavolta la situazione si è ribaltata: ero costantemente odiata e presa in giro dai ragazzi per via del mi aspetto (In effetti alle media ero davvero orrenda), e così ho imparato a difendermi. Non tutto il male viene a nuocere quindi...
Adesso alle superiori le cose sono migliorate moltissimo, ma c'è un costante problema che mi accompagna.
I miei genitori.
Con mio padre è da agosto 2007 che non ci parlo.
Con mia madre è un continuo scontro.
Queste cose mi hanno accompagnato fin dall'infanzia.
Sono stata cresciuta con severità.
Anche i miei avevano avuto infanzie difficili, con padri che non erano molto dolci, quind ci si può aspettare che non vogliano commettere gli stessi errori. Invece no.
A volte penso di voler scappare lontan da tutto e da tutti, sola, su una montagna, e vivere solo in funzione di me stessa. Invece mi accontento della quiete di camera mia e della dolcezza rivitalizzante del mio lupetto.
Sono queste le uniche cose che mi spingono ad andare avanti.
Sono stata sempre diversa, come idee soprattutto.
Ho sempre amato il nero perchè mi dà un senso di tranquillità misto al mistero, poi credo che mi completi vista la mia pelle cerea.
E' l'unico con cui mi sento a mio agio, passo inosservata ma sono presente, come un ricordo.
A volte ho bisogno di rimanere sola con me stessa, perdendomi nel vuoto o fissando qualcosa.
Mi estraneo dal mondo, perchè a volte non mi sento parte di esso, come se il mio posto fosse altrove, in un altro mondo con altri modelli.
E' sbagliato desiderare di far parte di un altro mondo?
domenica, 21 dicembre 2008
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